Ci Vorrebbe Una Legge! (Il caso Faligi Editore)

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A tutti gli aspiranti traduttori: volete essere i primi a entrare nella squadra di una vera casa editrice? Allora leggete qui!

Ecco come fare: basta che scuciate 160 euro per partecipare al nostro incontro sulla «traduzione letteraria», e noi vi raccontiamo tutto sull’industria editoriale e il ruolo che potreste ricoprire al suo interno.

Poi vi diamo una prova di traduzione da fare a casa; e se la superate, magari vi assegniamo un libro intero. Più avanti, vi pagheremo in royalty. Occasione grandiosa, vero!!!???
Ebbene, no: per l’esattezza, è una grandiosa fregatura. Vediamo di… ehm… tradurre:

Voi ci date 160 euro. Poi traducete un libro gratis. Se il libro vende, è possibile che vediate qualche centesimo. Ma se noi non lo promuoviamo, o decidiamo di non pubblicarlo, o il libro non è un granché… che vi dobbiamo dire? Ci avrete smenato 160 euro e qualche mese di lavoro, mentre noi… niente di niente. (I libri di Faligi sono tutti e-book. Vale a dire che le spese di produzione sono minime, ma le vendite – di libri di autori perlopiù sconosciuti e traduttori totalmente sconosciuti – anche.)

La grande battuta di caccia che Faligi sta conducendo (e che si ripete ogni sei mesi) tramite e-mail firmate da un’altrimenti anonima «Redazione» mira a catturare:

– italiani madrelingua che hanno studiato lingue straniere o traduzione; madrelingua (o italiani che hanno vissuto all’estero) con un manoscritto nel cassetto che desidererebbero tradurre; e giovani senza alcuna esperienza, universitari compresi;
– stranieri madrelingua che traducono dall’italiano. In quest’ultimo caso, Faligi non richiede alcuna qualifica universitaria, purché si possieda una «buona padronanza» dell’italiano acquisita nel Paese.

In altre parole: se volete fare i traduttori, bastano e avanzano la passione, la disponibilità a farsi sfruttare come una badante senza permesso di soggiorno… e 160 euro da buttare.

E allora com’è che centinaia di aspiranti traduttori ci cascano? Com’è che Faligi ha milleseicento e rotti «amici» su Facebook?

Due motivi: il primo è la disperazione galoppante fra i giovani aspiranti traduttori italiani, che non sanno cosa sia la professionalità e farebbero «di tutto» pur di mettersi qualcosa in curriculum. E il secondo è che non c’è limite all’autolesionismo umano (altrimenti detto «beata ignoranza»).

Sì, ma alla fin fine: la Faligi Editore è un’impresa e fa la sua corsa, no? Che c’è da scandalizzarsi tanto? Ecco cosa c’è. Mettiamo che Faligi si fosse presentato direttamente alla vostra porta. Offrendovi un magico biglietto della lotteria che costa solo 160 euro—i quali vi regalano il diritto a lavorare gratis per diverse ore alla prova di traduzione. Se la passate, poi potete lavorare gratis qualche altro mese della vostra vita; dopodiché, il vostro biglietto magico finirà nella riffa. Un giorno o l’altro ci sarà forse un’estrazione; e forse voi vincerete qualcosa. Ma non c’è nessuna garanzia, eh!

Fosse andata così, avreste chiamato la polizia e fatto arrestare i truffatori. Nel nostro caso, invece, potete cliccare il pulsante «Mi piace» su Facebook. Ecco: più o meno la differenza che c’è tra la vita vera e the Wonderful World/Le fabuleux destin/Die fabelhafte Welt della traduzione.

— Traduzione in italiano di questo articolo (scritto da No Peanuts! for Translators) a cura di Isabella Zani.

About No Peanuts! for Translators

No Peanuts! supports professional translators & interpreters in demanding & receiving fair pay for their work.
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49 Responses to Ci Vorrebbe Una Legge! (Il caso Faligi Editore)

  1. Triste esempio di comportamento da editore poco serio. E pensare che, a quanto mi consta, spesso i nostri colleghi italiani che fanno traduzioni editoriali revisionano i loro lavori rileggendo il testo tradotto anche 5 volte, di cui una ad alta voce, prima di consegnarlo in redazione dove sarà revisionato ancora. Prendono noccioline, mentre ad esempio quelli tedeschi ricevono – oltre al pagamento per il lavoro di traduzione – anche delle royalties!!

  2. Vi racconto la mia esperienza. Alcuni mesi fa mi è capitato di leggere l’annuncio della Faligi Editore e li ho contattati via mail. Loro, molto gentilmente, mi hanno spiegato che era necessario partecipare a questo seminario sui diritti d’autore, a Settimo Torinese, per poter prendere parte al reclutamento dei traduttori. La quota di partecipazione, 160 euro, è pari a quella di un qualsiasi altro corso di aggiornamento per traduttori; con la differenza che la legge sui diritti d’autore si può studiare da soli direttamente dal Codice Civile…
    Ad ogni modo, siccome la cosa non mi convinceva, ho rifiutato gentilmente l’invito e ho chiesto altre informazioni su eventuali ulteriori date e corsi. Il tono della conversazione è passato dal “marcatamente gentile” al “palesemente scocciato”. Sono contenta di aver letto questo post e spero sinceramente che arrivi a quanti più aspiranti traduttori possibile!

  3. Vorrei segnalare che il caso Faligi Editore si espande…
    Adesso c’è anche un’agenzia multimediale -Full Service Center- che si improvvisa casa editrice e dà vita ad una collana editoriale. Per fare questo recluta giovani traduttori e correttori di bozze a cui, prima di affidare il lavoro, offre un corso di formazione editoriale (molto simile a quello della Faligi Editore) al costo di 150 euro. Ovviamente: niente corso, niente lavoro.
    Aggiungo il link di uno degli annunci: http://www.job4italy.com/offerta.php?id=120997.
    Che tristezza!!!!

  4. beasoriani says:

    Tremendo! mi è arrivata la pubblicità di questo “corso”….inutile dire che mi sono indignata e ho subito diffuso la cosa su facebook dove mi hanno segnalato questo sito…. inoltre ho scritto una mail alla Faligi che vi copio di seguito:
    “Spett. casa editrice,
    sono una laureata in lingue e letterature straniere e traduttrice freelance; in merito all’annuncio della vostra selezione traduttori, vi rendo partecipi della mia indignazione di fronte alla faccia tosta con cui si richiede agli aspiranti traduttori di pagare 160 euro per poter sostanzialmente partecipare ad una selezione, in cambio di un corso di tre ore (puro pretesto) nel quale vengono affrontati argomenti che sono conoscenza di chiunque abbia mai lavorato nel settore.
    Soprattutto in tempi di crisi come questi, speculare sulle speranze e le aspettative dei giovani è un’azione immorale. Addirittura arrivare a far pagare per un “colloquio di lavoro”….è assurdo.
    So che questa mia lettera non significherà nulla per voi. Non mi importa. Volevo solo farvi sapere che sono una traduttrice e che non mi presto a questo gioco.
    Distinti saluti”
    Diffondiamo queste truffe e facciamoci sentire, è ora che la smettano di sfruttarci!

  5. Purtroppo però credo che, penalmente, non ci sia nessuna truffa, essendo le condizioni chiare sin dall’inizio. Chi ci casca sa di essere sfruttato (che poi sia un “beato ignorante” purtroppo è colpa sua).

    • Su questo punto possiamo discutere, ma avremmo i nostri dubbi. Piuttosto gli aspiranti traduttori credono di aver trovato un legittimo varco nel mondo della traduzione editoriale e, vista la mancanza totale di insegnamento pratico nei vari programmi di studio per la traduzione (o nelle universita’ in generale), non sanno quanto e’ disprezzabile chiedere un pagamento in cambio della *possibilita” di lavorare. ~ NP!

  6. Anna Maria says:

    Ad oggi, aprile 2012, la Faligi chiede addirittura 160 Euro per partecipare all’incontro. Sì, in effetti anche a me, dopo aver ricevuto le loro specifiche via mail ed averle attentamente lette, oltre che rimanere l’amaro in bocca, si è palesata una chiara fregatura. Una delle tante a cui si va incontro nel mondo dell’editoria. Scrivo libri, ma in Italia pubblicano con successo solo i personaggi televisivi, di cui l’editore sa che il libro sarà venduto, indipendentemente dal valore dello stesso. Il mio primo libro è incappato nella pubblicazione ingannevole di uno pseudo-editore, quotato sul mercato a tutti gli effetti, che però “vive” sul costo che tu stesso paghi a pubblicazione. E’ così purtroppo, se non sei conosciuto le case editrici famose non si degnano di leggere nulla e per pubblicare devi sovvenzionarti. Potresti non farlo, è vero, ma almeno crei un precedente. A me è servito comunque, intanto perchè con il marchio SIAE sono “sulla piazza” ed ho il copyright e poi perchè il prossimo libro, che sto attualmente traducendo in Inglese, verrà finalmente pubblicato seriamente da una casa editrice australiana. Dovevo proprio andare sin lì? Sì, se volevo raccogliere dei risultati; sì se volevo incontrare un’aspettitiva di riconoscenza verso le mie reali capacità. Tra l’altro, tornando al lavoro da traduttori, in Australia (and overseas) si può sostenere l’esame NAATI, riconosciuto in tutto il mondo, per diventare professionisti. E’ tutt’altro che facile poiché, essendo serio, richiede alte qualifiche d’ammissione e non si supera facilmente. E’, senza esagerare più difficile del TOEFL americano o dell’ IELTS e fuori dal territorio australiano costa parecchio. Qualunque esame per un accredito professionale, comunque, non può essere gratuito. Dopo si lavora. In Australia un accreditato NAATI lavora seriamente e guadagna bene. Certo, io parlo di Australia perchè mi ci trasferirò anche a vivere, tuttavia vi consiglierei di non disdegnare queste possibilità. Se si vuole lavorare in Italia certamente si deve prestare attenzione ai turlupinatori, ma con un buon titolo in tasca ci si può proporre alle migliori case editrici per lavorare come traduttori. Credetemi, la Faligi non lo è.
    Good Luck to all of you!

  7. Flora says:

    Ho letto anch’io qualcuno di questi annunci e, angosciata dalla parola conoscenza scritta con la i, ho scritto loro la seguente mail:
    Buongiorno,
    ma lo staff che legge i manoscritti degli autori per una eventuale pubblicazione è lo stesso che pubblica gli annunci per i traduttori con questi errori di grammatica?

    “Cerchiamo persone che siano interessate a tradurre libri del catalogo e disposte a mettersi alla prova con testi letterari, attraverso la formazione aziendale del creative meeting, (il seminario di formazione ) una giornata di conoscienza diretta con la realtà editoriale della casa editrice a stetto contatto con professionisti della traduzione (la giornata è a pagamento leggere l’informativa sul sito web)”.

    Saluti,
    Flora Caronni

    La loro risposta:
    Gli annunci sono messi da un agenzia apposta ha fatto bene a segnalarci il refuso
    Cordiali saluti
    Faligi Editore

    UN’AGENZIA APPOSTA??????????? Oh, signore!

    • IleBlue says:

      Anche io ho scritto loro una mail segnalando un errore terribile, nella sezione dedicata ai luoghi in cui si svolgono i seminari hanno scritto Napoli(Campagna) !!! Oh Dio mio!!
      vergognoso..

  8. Marianna says:

    Credevo che la frase “dovresti essere tu a pagare noi per lavorare” fosse una battuta tipica di quei datori di lavoro convinti di essere dei santi perché disposti ad assumere neolaureati senza esperienza come stagisti (stagista: termine di uso comune utilizzato nei contratti di lavoro in luogo di “schiavo”, espressione desueta che potrebbe causare problemi). A quanto pare, dati i tempi che corrono, non è più solo una battuta.

    Ho risposto anch’io ad un annuncio della Faligi un paio di settimane fa. Non conoscevo la casa editrice ma, quando ho ricevuto la loro risposta con la procedura da seguire per partecipare alla selezione, ho lasciato predere.
    Colgo l’occasione per segnalarvi una novità su questi seminari di formazione. Oltre al meeting di Chivasso, riservato ai candidati provenienti dal Nord Italia fino alla Toscana (l’elenco delle regioni era riportato in grassetto, nessuna eccezione quindi!), adesso è previsto anche un incontro a Napoli per gli aspiranti traduttori provenienti da tutte le altre regioni. Il tutto sempre al costo di 160€ e un bel po’ di lavoro pagato in gloria.
    A quanto pare molti pesci non abboccavano a causa del viaggio troppo lungo.

  9. Sara says:

    Sarebbe davvero bello se queste cose non succedessero e se ci fosse più rispetto per i neolaureati che sperano di intraprendere una professione così gratificante come quella del traduttore. Sinceramente quando ho visto che il seminario era a pagamento ho deciso di non contattare l’azienda perché trovo davvero assurdo che si debba pagare per lavorare!

  10. Truffe “cattive” da oltre 16.000 euro di danni per una piccola agenzia sono state fatte da case editrici come Hachette tramite amici con socieà spagnole messe in liquidazione giudiziaria….

  11. Teresa says:

    Qualcuno saprebbe consigliare a giovani aspiranti traduttori letterari cosa fare?Sono sincera, stavo pensando di partecipare a questo Creative Meeting della Faligi ma leggendo le vostre ed altre opinioni simili sul web sto entrando in confusione. E’ per questo che vorrei chiedere a voi un consiglio su cosa fare almeno per farsi conoscere. Io vedrei l’attestato lasciato dalla Faligi, in ogni caso, come un qualcosa in più nel curriculum vitae. Tutto ciò premettendo che sono una giovane inesperta nel settore.

    • Gentile Teresa: Mi sa che non stai cercando un consiglio ma un’autorizzazione. Tutti gli elementi per capire la situazione — insieme a tutti gli strumenti per prendere una decisione — ci sono nell’articolo e nei vari commenti. (Leggi, ad esempio, Lettera a un giovane traduttore (la saga Faligi) – Isabella Zani – https://nopeanuts.wordpress.com/2012/06/17/lettera-a-un-giovane-traduttore). Tu vuoi una scorciatoia — ed è proprio su questa voglia che Faligi fa presa. Purtroppo, una scorciatoia non c’è. Vogliamo veramente discutere, come se fosse un argomento serio, la possibilità che l’attestato di Faligi sarà un “qualcosa in più” nel tuo CV? Guarda come lavora Faligi e – molto più importante – guarda i suoi prodotti. Pessimi, di scarsa qualità, buttati lì sul mercato come la maglietta cinese al mercatino di quartiere. Questo consideri seriamente un aiuto? Il mondo dell’editoria in Italia conosce Faligi e compagnia bella. A mio vedere, l’attestato Faligi sul curriculum dice solo una cosa: guarda qua che un’altra credulona c’è cascata!

  12. ovidius89 says:

    La cosa mi sembrava infatti piuttosto sinistra. Grazie per aver confermato i miei dubbi.

  13. Manu says:

    Per l’appunto, ho risposto ad un annuncio by Faligi editore nel quale si richiedevano giornalisti, pubblicisti e scrittori per collaborare ad un progetto di una rivista culturale. Prima fase inviare articolo. Superata la scrematura tali articolisti – me compresa – ci siamo ritrovati nel bordelaine universo parallelo del colloquio fissato alle ore 14.00 e conclusosi – grazie al cielo – alle ore 20.00.
    Rispondo a questo post per essere illuminata da ulteriori dettagli in merito alla “simpatica” faccenda, giacché mio malgrado e/o mia fortuna dovrei affrontare il secondo step, l’ennesimo articolo a tema libero.
    Aggiungo che anche in questo caso tutti noi articolisti & co, finiremmo in quel di Settimo torinese, se la memoria non mi è andata in vacanza!

  14. Godot says:

    Sono sempre a caccia di case editrici in cerca di traduttori. E la Faligi, effettivamente, torna periodicamente con questa MEGA OFFERTONA SPETTACOLARE! (scusate il maiuscolo ma ci voleva!) che ovviamente non colgo… perchè per dirla alla Fornero evidentemente sono “Choosy” anche io… :roll.
    E’ una triste tristissima situazione. La Faligi non è l’unica, tra l’altro a comportarsi così. Anzi sono rari i casi opposti. Tanto che tra amici e parenti ormai corre il tormentone delle proposte spettacolri di lavoro che ricevo ogni giorno! Ovviamente dovrei lavorare gratis.😦

  15. Godot says:

    Dopo aver letto il post e aver trovato altri annunci Faligi, un po’ stufa ho segnalato la cosa a uno di questi siti che avevano pubblicato il lavoro: http://www.job365.it. Devo dire che mi hanno risposto subito e hanno cancellato (quasi all’istante) l’annuncio della Faligi. A questo punto una cosa che possiamo fare è questa… segnalare ai gestori di siti di cercalavoro che le “offerte” della Faligi non riguardano veri lavori… ovviamente loro pubblicandoli come “cercasi traduttore o redattore” perdono di credibilità. Se 1 su 2 siti toglie gli annunci è meglio che nulla! No?

    • Questo e’ ottimo – mille grazie, Godot, per i tuoi sforzi. Avanti traduttori! ~ NP!

      • Luce says:

        Salve a tutti!! Io, purtroppo, faccio parte di quella categoria che è cascata nella truffa Faligi!!! Sto lavorando ad una traduzione che mi hanno assegnato dopo aver superato la loro prova. La cosa più inquietante è che da quando ho firmato e rispedito il contratto non ho più avuto loro notizie!!! E’ per questo che da qualche giorno mi sono messa a caccia di questa casa editrice e mi sono imbattuta in questo forum. Vi chiedo dunque di aiutarmi a prendere contatti con questi emeriti farabutti, perché voglio al più presto mandarli a quel paese e dimenticarmi questa brutta avventura!!!

  16. Sabrina says:

    Io ho partecipato al meeting, ho pagato 160 euro, mi sono recata a Napoli partendo dalla Sicilia.
    Ho fatto la prova di traduzione a casa, l’ho superata, per mesi ho chiesto cosa mi aspettasse e all’improvviso mi hanno detto che in una tale data mi avrebbero inviato il contratto. Tutto questo un anno fa, a tutt’oggi non ho più avuto loro notizie in merito a proposte lavorative o altro, gli ho regalato 160 euro e tante grazie.
    Vorrei procedere con una denuncia ma non so esattamente cosa denunciare.
    Sabrina Todaro

  17. Viviana says:

    Grazie al cielo ho letto questo articolo in tempo e i vostri commenti! Ho risposto all’annuncio della Faligi perchè mi piacerebbe tradurre un libro e domani avrei chiamato per chiedere due informazioni e chiedere se ero in tempo a pagare l’iscrizione al seminario visto che scade domani! Ma non lo farò.. mi giravano le scatole pagare 160 euro, ma non avevo capito che poi il libro lo traduci gratis… che schifo di gente! ._.

  18. Carla Condemi de Felice says:

    L’ha ribloggato su Traduzione, critica e contestoe ha commentato:
    Traduttori state attenti e non svendetevi!

  19. Manuela says:

    oh mio Dio!!!
    sono anche io una laureata in lingue freelance che cerca di entrare nel mondo della traduzione…
    meno male che non mi hanno rispostooooooooooooo!
    ad ogni modo avete dei suggerimenti di case serie?

  20. isa says:

    Avevo risposto al loro annuncio proprio ieri. Mi hanno risposto con una mail (scritta in un italiano davvero pessimo, senza accenti, spazi, apostrofi) nella quale mi proponevano il loro corso. Questa la mia risposta appena inviata:
    “Ho risposto ad un annuncio per traduttori e mi ritrovo como risposta la proposta di partecipare ad un corso a pagamento.
    Mi spiace, ma se volessi fare un corso a pagamento lo cercherei per conto mio.
    Se pubblicate un annuncio di lavoro questo deve essere un’offerta di lavoro non un modo per fare VOI soldi con i vostri corsi.

    P.s: In ogni caso vi consiglio fortemente di mettervi in contatto con un bravo traduttore italiano-italiano visto che la mail che mi avete mandato é piena di errori. Anche questa per me non é serietà.

    Cordiali saluti”

  21. Ale says:

    Grazie!!!Oggi, dopo un anno di(quasi) nulla cosmico in campo lavorativo e di migliaia di cv inviati, fatto di lezioni private e lezioni in una scuola privata che non paga, ho inviato il mio ennesimo cv a “Faligi editore”, poi però, essendo io un’accanita lettrice e non avendo mai sentito parlare di questa casa editrice ho deciso di cercare notizie su google..
    x fortuna mi sono imbattuta nel vostro blog!quindi grazie….

  22. Ancora oggi, 2 maggio 2013, compiendo ricerche su Linkedin appare il roboante annuncio della “Faligi editore”. Sono una vecchia volpe e ho subdorato l’inganno. In verità mi è bastato quel logo con gatto e penna d’oca che tanto appeal avrà su chi crede ancora che il lavoro editoriale sia fermo all’Ottocento. Ma quanti meno esperti cadono nella trappola? Voglio concludere dicendo che non è un fenomeno solo odierno e che già negli anni 80 e 90 mi ero imbattuto in simili tentativi di abbindolamento.

  23. Naoko says:

    Grazie mille per quest’articolo. In questi giorni vedo frequentemente le pubblicità ingannevoli della Faligi Editore destinati ai madrelingue di diverse lingue del mondo tra le quali anche il giapponese, la mia lingua materna. Non vorrei che i miei connazionali cadessero nelle trappole, dunque sul mio blog ho riassunto diversi articoli incluso il vostro i quali condannano le azioni di quest’editore elencando anche i link delle pagine web relative (LINK – http://cuoreverde.exblog.jp/20337920/ L’articolo è scritto in giapponese.) E’ incredibile che legalmente sia impossibile impedire la casa editrice di continuare ad ingannare gli aspiranti. Grazie a voi, molte persone avranno evitato di essere ingannnate. Spero che non vi dispiaccia e che mi consentiate di citare il vostro articolo.

  24. Veronika Vyhivska says:

    Per fortuna ho letto questo blog, anche io ho inviato il mio CV e intendevo svolgere il corso della Faligi Editore. Questa casa editrice mi ha inviato un’email dicendomi che il loro corso costa addirittura 168 euro…

  25. Gamilo says:

    Inutile è forse la mia testimonianza, ma visto che grazie ai vari commenti ho avuto conferma dei miei sospetti, mi aggiungo al coro. Tra una ricerca ed un’altra in questo periodo morto del post-laurea ci siamo imbattute mia madre ed io nel mitico annuncio Faligi su Bakeca. Grande offerta! Andando ad indagare sul sito e a scavare più a fondo ho trovato la quota per il corso. Nonostante l’entusiasmo di mia madre e la disponibilità ad “investire” in un probabile lavoro ho voluto vederci più chiaro. Ho telefonato. Spiegazioni a macchinetta, simili a quelle che forniscono le compagnie telefoniche quando vogliono offrirti un contratto a pagamento facendotelo credere gratuito, ma grande gentilezza. Mi viene detto: “manda un’e-mail con il tuo curriculum firmato e partecipa al corso di formazione della “durata” di una mattinata. La quota è di 168€, 150 se studentessa e riceverai un attestato. Le sedi saranno a Padova, Napoli e Milano. Per passare l’esame dovrai tradurre un testo entro i 60 gg. e se verrai selezionata avrai la possibilità di tradurre un testo in un anno solare”. Come funziona il contratto? “ricevi il 10% sul prezzo di copertina dei libri venduti e sei vincolata per 10 anni alla nostra casa editrice”. Devo pagare per un corso che dura una mattina, quando all’università un corso di lingua e traduzione dura almeno 60 ore; devo pagare per il viaggio; devo essere scelta tra una miriade di aspiranti; ricevo solo il 10% se il libro viene venduto, cosa non certa; e sono vincolata alla stessa casa editrice per 10 anni?No grazie!

  26. Valentins says:

    Ciao a tutti!
    Io putroppo sono una di quelle che ci è cascata. Sono andata a Padova l’anno scorso e ho fatto la prova di traduzione, perdendo un sacco di tempo e aspettando in vano una risposta dopo 2 mesi dalla consegna, Avevano detto che avremmo comunque ricevuto una e mail con la correzione e la risposta, anche se negativa. A me, come a tanti altri penso, la risposta non è mai arrivata.
    Quindi consiglio vivamente di non prendere in considerazione questa casa editrice.

  27. manuela says:

    Io invece ho lavorato tutto quest’anno sul libro che mi hanno assegnato da tradurre..settimana scorsa spedisco tutto per tempo e cosa succede?…il c.d torna indietro perchè la casa editrice ha cambiato indirizzo!!!…alle mail non rispondono e figuriamoci al telefono…sono spariti!!!!..sto chiedendo informazioni al Comune di Aosta..qualcuno di voi sa qualcosa?… Se tutti i traduttori truffati si unissero si potrebbe pensare ad una causa legale comune..oppure la gogna pubblica attraverso Striscia o le Iene..

    • Francesca says:

      Ciao Manuela, sono nella tua stessa identica situazione, non so cosa fare!

      • manuela says:

        Allora se vuoi ci teniamo in contatto…io sto indagando presso camera di commercio..la prima che sa qualcosa avvisa..Perché a sto punto penso..e proporre il lavoro sudato per un intero anno a qualche altra casa editrice?…non so se si può fare..ma se loro per primi sono venuti meno alle condizioni contrattuali..noi non abbiamo più nessun obbligo nei loro confronti..mi informo..ciao Francesca.

      • Valentina. says:

        Ciao ragazze anch’io cerco Faligi disperatamente, hanno la mia traduzione ma sono spariti!

  28. Francesca says:

    Si teniamoci in contatto, anche a me hanno consigliato di fare una visura presso la Camera di Commercio. Se vuoi ti lascio il mio indirizzo email così parliamo in privato.

    • Valentina. says:

      Francesca ciao aggiornate anche me, mi sto muovendo solo ora. Grazie

    • Federica says:

      Io ho consegnato a gennaio ma mi è arrivata la ricevuta di ritorno quindi la mia traduzione l’hanno loro! Mando mail ma mi tornano indietro!

    • Aurélie says:

      Ciao Francesca,
      Io ci sono pure cascata per la pubblicazione della mia tesi… Dovevano pubblicarla ad ottobre e da allora nessuna notizia. Ho visto sul sito web che stanno collaborando con un’altra casa editrice per “la sopravvivenza”. Vorrei rompere il contratto ma non me ne intendo di diritto e del resto abito in Francia (sono francese). Se hai saputo qualcosa, ti ringrazio di farmi sapere. In bocca al lupo!

  29. Non ci credo! says:

    La Faligi cambia nome e indirizzo ma è sempre lei, sempre peggio. Ecco cosa ho pescato in rete…

    http://www.musaeditoriagroup.com/dislessia-libri/

  30. Manuel says:

    Ecco ancora la Faligi. Cambia nome e sito, ma la sostanza rimane la stessa.

    http://www.musaeditoriagroup.com/

  31. Federica says:

    Anche io ci sono cascata con tutte le scarpe. Ci teniamo in contatto??

    • Jessica says:

      Ciao Federica, io sono un’altra “vittima” (per non dire “fessa”) che è cascata nella rete Faligi. Hanno pubblicato ad aprile due libri su cui ho lavorato per un anno. Ora si sono volatilizzati. io e un mio amico abbiamo avuto la fregatura e stiamo cercando di mettere sù un gruppetto di testimonianze per informarci a livello legale circa il da farsi. hai voglia di unirti?

  32. Eria says:

    Ma la Faligi è diventata un mercatino dell’usato?

  33. Traduttori Truffati says:

    Se pensi di essere stato truffato da Faligi o hai altre perplessità in merito, scrivi a tradutruffati@gmail.com.

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